Una puntata a settimana. I lettori commentano e le loro indicazioni influiscono sul seguito della storia nei prossimi appuntamenti.

Dal finestrino si sentiva un rumore a intermittenza. Era il vento che entrando creava un loop preciso. A provocarlo erano i pali di legno, alti un metro e mezzo, piantati lungo i lati della strada chissà per quale motivo.
-Non saranno pericolosi?- mi uscì dalla bocca.
Jenny guidava in silenzio, rilassato. Si vedeva che era rilassato.
-Non è pericoloso, per niente- rispose coerente con la flemma del momento -Sai quante volte succede in una sera?- aggiunse.
Mi accorsi che non aveva capito a cosa mi riferissi. D’altronde ci stava. L’argomento fino a quel momento era stato un altro. Decisi di non puntualizzare, non era poi così importante.
-Devi capire che gli sbirri sono al corrente di quello che succede da queste parti. Sanno tutto. Non per questo possono mettersi tutte le sere a fare i blitz-

Non mi ero accorto che dalla radio stava passando un pezzo di merda, quel vento nelle orecchie mi aveva ipnotizzato. Non per questo cambiai frequenza. Il volume però lo abbassai. Tirai fuori una sigaretta e l’accesi, poi diedi una controllata ai capelli nello specchietto retrovisore. Tutto ordinato.

-Stai controllando se sei abbastanza bello per il tuo appuntamento?- fece Jenny.
-Già, non dovrei essere respinto- risposi.

Jenny a puttane ci era stato un casino di volte.

La prima volta avvenne cinque anni prima e a detta sua, l’esperienza, era stata indimenticabile. Poi negli anni aveva preso la sana abitudine di andarci ogni prima domenica del mese.
-Inizialmente ci andavo di sera- disse -poi decisi di andarci di pomeriggio così con la luce potevo vedere meglio zizze e culi-
-Mi sembra giusto- rafforzai -stasera è andata così, ma dalla prossima vado di pomeriggio pure io-
-È l’ideale! Ti sfondi a tavola, caffè, amaro e una bella chiavata-
-Già- abbozzai io con un mezzo sorriso mentre, nelle mani, continuavo a rigirarmi il pacchetto di sigarette.
-Ti ho detto che la prima volta è stata a quindici anni anche per me giusto?-
-Sì, mi ricordo-
-Ti ho detto che culo che aveva? Mamma mia che culo! E chi se la scorda-
-Immagino. Stasera voglio una con il culo all’altezza della tua. Che cazzo, è la mia prima volta!-
-Bravo, sarà un momento sacro ed è per questo che ti ho portato qui. Vedrai, non sono come quelle della zona industriale-

Alzai il pollice e sorrisi. Poi mi accesi un’altra sigaretta. Mi guardai di nuovo allo specchio con la faccia seria. Non era successo niente ai miei capelli, tutto uguale.
-Siamo quasi arrivati comunque. Lo vedi quel capannone verde sulla sinistra? Be’ dietro quel capannone c’è la tua fidanzata. Manca poco-
Sorrisi, il cuore mi batteva a trecento km l’ora, ma non mi sembrava il caso di dirlo. Mi strofinai le mani invece, come si fa davanti a un piatto di spaghetti.
Jenny mise la freccia e svoltò sul “viale dell’eden”. Si chiamava viale dell’Eden quella strada, sul serio. Non commentai nemmeno questo.

Al primo fuoco Jenny accostò rassicurandomi sul fatto che mi avrebbe fatto fare prima una panoramica.

Sfoggiò una gentilezza che ho ritrovato identica solo anni dopo, entrando in una spa lussuosissima “Qui c’è il bagno turco mentre più avanti trova l’idromassaggio signore” diceva la signora presentandomi la struttura. In quel momento, Jenny, era uguale a lei.
Il viale era lungo un paio di km e, quando arrivammo in fondo, Jenny fece inversione.
-C’è qualcuna che ti piace? Ti dirò, se dovessi consigliarti, mi butterei su quella all’inizio-
Io ascoltavo senza parlare.
-Guarda che volendo, se sei indeciso, puoi fare anche che te ne porti due-
-Facciamo un’ altra volta- feci io -ora, invece, vai direttamente da quella che sta appoggiata al palo della luce a metà strada che queste qui in fondo al viale non mi ispirano-
Jenny partì con l’espressione perplessa e infatti tirò su le labbra. Quella appoggiata al palo probabilmente non se la ricordava.
Mentre ci avvicinavamo Jenny commentò, disse che la faccia non l’aveva vista, ma si vedeva da lontano che aveva un bel paio di tette e un fisichetto asciutto asciutto.

Vuoi leggere la seconda parte? Allora clicca qui!

Ti è piaciuta questa storia? Be’ allora non ti resta che commentare e nelle prossime puntate la storia prenderà la piega che decidi tu! In alternativa metti un like sui miei social a te non costa nulla, ma per me è molto importante.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here