Se per puro caso a un imprenditore vecchio stile, che potremmo chiamare pure dinosauro, venisse in mente di farsi quattro chiacchiere con un paio di nerd che si occupano di comunicazione digitale non sarebbe difficile che egli si troverebbe ad ascoltare parole come digital marketing, ads, affiliate e chi più ne ha più ne metta. Ed è probabile che il nostro dinosauro ascolterebbe questi termini per la prima volta.

Parliamoci chiaro. Negli ultimi dieci anni c’è stata una rivoluzione talmente importante nel modo di fare pubblicità che ha fatto venire il mal di testa a tutti quelli che si sono distratti un attimo.

Sembra che risolvere problemi inerenti a una flessione negativa della propria azienda, così come promuovere un nuovo brand sia una questione assai ostica. E lo è sempre stato, chiariamo.

Oggi, però, le scelte prese devono poggiarsi su considerazioni completamente differenti rispetto a quelle di un tempo. Questo non lo dico io, ma qualcuno un tantino più autorevole di me in fatti di marketing che in questi giorni ho avuto il piacere di leggere.

Partiamo da un piccolo esperimento.

Seth Godin in uno dei suoi libri, La mucca viola, scrive di odiare il Wall Street Journal. Un giorno, mentre si trovava a fare colazione in un albergo cominciò ad osservare delle persone, sedute vicino al suo tavolo, che lo leggevano. Finita la colazione, ma sopratutto dopo che la ebbero finita i suoi vicini di tavolo, Godin chiese a questi signori se ricordassero qualche annuncio pubblicitario tra le inserzioni del giornale. Nemmeno una. Godin non era ancora soddisfatto del suo piccolo esperimento ed andò oltre. Piegò il giornale mostrando la parte delle pagine dove era stampato il logo delle aziende pubblicizzate e chiese se quell’indizio poteva essere utile a ricordare una sola pubblicità. Nemmeno un briciolo di ricordo, nonostante il giornale fosse stato appena aperto.

Cosa ci è successo?

Da alcuni studi condotti per trovare le cause del, sempre più crescente, deficit dell’attenzione è emerso che la nostra mente sia stata come rimodellata rispetto alla recezione dei messaggi pubblicitari. Negli ultimi anni i continui scroll che facciamo sulle bacheche dei social network hanno abituato la nostra mente a essere catturata da messaggi di durata sempre più breve.

Prima era diverso. C’era una volta la radio e anche la televisione.

Partiamo da quando sono nato io, anzi facciamo io a dieci anni così non la prendiamo troppo per le lunghe. Quando mi posizionavo davanti al televisore e sognavo di diventare il calciatore che non sono mai diventato, guardando Holly e Benji, capitava di subirmi anche le pubblicità. Assorbivo quei messaggi pubblicitari da trenta secondi. Alcune pubblicità erano bellissime tanto che c’erano alcune che ricordo ancora. Ma oggi ha ancora senso tutto questo? Non lo so, ma la tendenza sul web è sicuramente diversa. I professionisti della comunicazione, come abbiamo detto, ci hanno confezionato dei “consigli per gli acquisti” sempre più veloci. Ma ora che sono in tanti ad aver capito questo meccanismo cosa avverrà?

Dove trovare la soluzione?

Qualcosa che ho letto mi è sembrato interessante come spunto. Allora ad occhio e croce la nostra società dovrebbe essere un ammasso di persone che fanno tutto alla velocità della luce. Solo l’atto di defecare sembra essere in controtendenza, ma pure in questo caso c’entrano i social dal momento che paralizzano le persone sulla tazza.

Cessi a parte, il punto focale prende spunto da una legge vecchia come il mondo: quanto più una cosa è rara tanto più è preziosa. In questo andirivieni sempre più veloce la cosa più rara sembra essere proprio il tempo. Chi riesce ad impadronirsi del tempo delle persone ha fatto bingo.

Sì, ok, ma come si fa a catturare il tempo delle persone?

Nel 1899 Charle Duell, responsabile dell’ufficio brevetti degli Stati Uniti dichiarò: “ È già stato inventato tutto l’inventabile”

Analizzandola da oggi sembra un’affermazione molto lontana dalla verità e in parte è vero. Ma se pensiamo che la maggior parte delle invenzioni fatte fino ad allora nascevano per soddisfare dei bisogni e la maggior parte delle pubblicità che sono seguite erano architettate per far nascere un bisogno ci rendiamo subito conto che, vista sotto quest’ottica, il responsabile dell’ufficio brevetti aveva affermato il giusto.

Quindi tenuto conto che gli strumenti digitali moderni già sgomitano tra di loro sembra chiaro che l’unico elemento che può condurre a uno spiraglio è la creazione di qualcosa di straordinario, unico, irripetibile. Qualcosa che possa far dire alle persone ti concedo il mio tempo.

Rivolgersi alle masse, probabilmente, significa non rivolgersi a nessuno. Non si tratta tanto di pubblicità di 30 secondi o 5.

Molti imprenditori che promuovono le proprie aziende sul web, giocano a fare Asso piglia tutto. Allo stesso tempo moltissimi professionisti e imprenditori hanno il timore di affacciarsi su internet perché credono che ci sia troppa concorrenza. In realtà ci sono molte persone che ascoltano passivamente.

In un mondo così competitivo la professionalità è un obbligo, ma capire che il proprio business va direzionato verso una nicchia è di fondamentale importanza.

I Nirvana non hanno inventato il grunge così come Bob Marley non ha inventato il rastafairesimo. Hanno preso per mano quei movimenti e li hanno guidati.

In pratica quello che mi sento di dire ai medici, avvocati, insegnanti, imprenditori, insomma tutti quelli che hanno da dire qualcosa, promuovere qualcosa, vendere qualcosa, fatelo!

Ma divulgate un concetto, un’idea. Ci sono tante persone che vi assomigliano sul web e che non aspettano altro di conoscervi proprio così come siete fatti, uguali uguali.

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