Mettiamola così, se settembre si potesse catalogare assieme agli altri momenti dell’anno finirebbe sicuramente nel gruppo di gennaio e di tutti i lunedì in cui si comincia la dieta. “A settembre si vedrà, a settembre comincio, a settembre giuro…” quante volte lo abbiamo detto o sentito? Settembre, oh settembre è sicuramente anche il mese della “mazzata sulla fronte”, dalle mie parti si è soliti dire così quando si deve cominciare o ricominciare a fare qualcosa di noioso o che ci risulta pesante, soprattutto dopo un periodo di vacanza. Io personalmente vengo da un mese di ferie, sono stato in ferie anche per Coffeepaper, ma non è stata una decisione voluta, anzi.

Non riuscivo a ingranare

Ho passato la prima parte di agosto chiuso in casa con le piogge battenti: niente mare, niente lavoro, niente di niente.

La cosa più emozionante che mi è capitata è stata vedere, appena sveglio, la fine di un film a me sconosciuto di Julio Iglesias. Lo davano in televisione su una rete privata, pensate alla fortuna che ho avuto a beccarlo. Insomma bolliva veramente poco in pentola e io non trovavo ispirazione da nessuna parte.

Non riuscivo proprio a rilassarmi, continuavo a dirmi che dovevo muovermi, che non potevo sprecare tutti quei giorni liberi, che la prossima occasione sarebbe capitata fra un anno.

Fortunatamente, alla fine, dopo aver guardato nel vuoto per giorni, ho avuto il lampo di genio: via dall’ Italia.

L’idea, che poi si è tramutata in realtà, era quella di fare un corso di inglese. Per farlo ho scelto l’Irlanda, qualcuno mi aveva consigliato anche Malta, ma ho scartato l’idea subito perché sentivo di aver bisogno dell’atmosfera tipica della Gran Bretagna.

A Dublino le cose sono cambiate: ho conosciuto molte persone simpatiche e bevuto un sacco di birra (be’ su quest’ultimo punto non è cambiato granché in realtà).

Da questa esperienza ho avuto un’ulteriore conferma dell’importanza delle parole. Parlare agli “sconosciuti” incontrati al college era il pretesto per allenare l’inglese. Quando ero curioso di qualcuno cercavo di parlargli, di scoprire da dove veniva, che cosa facesse nella vita e mi accorgevo che facendo questo, in molti casi, scatenavo curiosità nei miei confronti.

Altresì, ho scoperto interessanti alcune persone che mi erano del tutto indifferenti fino al momento in cui hanno deciso di conoscermi. Era un gioco lo so, era tipo “impariamo tutti l’inglese”, ma mi ha fatto riflettere ulteriormente sulle potenzialità della parola che hanno alcune persone. Ho pensato che sarebbe interessante, ogni tanto, un gioco sociale in cui tutte le persone che vi partecipano siano obbligate a parlare tra di loro per almeno quindici minuti, sopratutto per gli asociali come me.

Dal momento che la mia filosofia di vita risiede nell’equilibrio delle cose, mi chiedo se per bilanciare questa nostra attuale tendenza a comunicare con le immagini (mi riferisco per lo più ai social) ci sia bisogno di mettere più parole tra le persone nella vita reale, così giusto per darci nuove opportunità.

Alla fine della mia permanenza in Irlanda mi è stata regalata una guida. Sulla prima pagina c’era un messaggio che cercherò di fare mio: l’unica regola del viaggio è non tornare come sei partito. Una sorta di cambiamento quindi, per lo meno, io l’ho inteso così.

Ecco caro settembre, quello che ho capito dalle cose successe ad agosto, da questo viaggio è che il mio cambiamento è aver capito che per scrivere ho bisogno di momenti, ma non troppi. La creatività ha bisogno del suo tempo, ma non di tutto il tempo, anzi alcune volte necessita di essere alle strette per dare il meglio di se. Alcune volte tendo ad arrabbiarmi quando ho l’impressione di non aver tempo sufficiente per conciliare lavoro, radio e scrittura, ma in molti di quei casi, in realtà, tiro fuori il coniglio dal cilindro; non sarà il coniglio bianco e pulito che tira fuori il mago Silvan, ma cazzo, è pur sempre un coniglio, il mio coniglio! Quindi carissimo settembre, sappi che quest’anno ti vedo con un’altra luce: con i tuoi impegni, le ripartenze e le “mazzate sulla fronte” sei più bello rispetto agli altri anni.

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