Il viaggio con il partner può insegnarci molto sulla felicità e indicarci una filosofia di vita

Si può essere felici a migliaia di chilometri di distanza da casa, durante il viaggio tanto atteso, quando hai deciso di staccare da tutto, di lasciare i pensieri e il lavoro lontani, in compagnia di un’altra persona? Certo che si può! La risposta non arriva dall’esperimento di nessuna università statunitense o affini. Esperienza diretta, “sulla pelle”.

Passare un bel fine settimana con una persona è un presagio senz’altro positivo per un eventuale lungo viaggio insieme, ma non è una sicurezza. Nel momento in cui si decide di viaggiare con qualcuno per un periodo, diciamo “medio-lungo”, si decide di accettarne i difetti e, soprattutto, accettare il comportamento altrui dinanzi ai nostri difetti.

Qualche anno fa, quando viaggiavo da single, quello che più mi preoccupava di questo argomento era senza dubbio l’eventuale viaggio con la mia futura compagna.

Certo, quando mi sono ritrovato sul lungofiume di Kyoto da solo, con tutti i ristorantini carini, i ciliegi in fiore e le luci soffuse mi dissi “Beh, ora mi piacerebbe essere fidanzato”, ma è certo anche che quando la sera dopo mi sono ritrovato a bere whisky in un piccolo locale, con le giapponesi che ridevano a ogni cazzata che io dicessi, beh, in quel momento il solo pensiero di essere fidanzato mi faceva stringere la gola.

Ecco, questa era una premessa fondamentale per raccontare quello che è venuto dopo; io avevo il timore di viaggiare in coppia, quindi quello che racconterò non passa attraverso alcun filtro di sdolcinatezza, su questo potete esserne certi.

La scoperta che più di tutte mi ha sorpreso nel viaggio in coppia è senza dubbio “Il passaggio di timone”, calmi ora vi spiego di cosa si tratta.

Quando ci troviamo in una grande città, io e la mia compagna, tendiamo a scegliere le passeggiate per raggiungere i posti che decidiamo di visitare ricorrendo all’aiuto della mappa. Io con la guida in mano indicando la direzione da prendere e la mia ragazza che richiama la mia attenzione: “Togli gli occhi dalla mappa e guarda questo scorcio”, oppure “Guarda quel palazzo” (secondo me quando vede un bel ragazzo non me lo dice).

“Il passaggio di timone” avviene quando è lei ad indicare la direzione e io a far notare le cose che si presentano davanti. Siamo, a volte, curiosi di vedere cose diverse, ma questo non è importante: i siparietti che si creano durante i nostri tragitti sono più importanti, la meta finale è solo la ciliegina sulla torta di un dolce già preparato in precedenza.

La scoperta di vedere cose attraverso la visuale di un’altra persona è un’esperienza bellissima, possibile solo nel momento in cui si viaggia in due.

“La felicità è autentica solo se condivisa” è la frase di chiusura di Into the wild e io la sposo in tutto. Indubbio è che un viaggio da soli apporti una crescita interiore sconfinata, altrettanto vero è che la condivisione del viaggio sia la dimostrazione della felicità, rappresentazione indiscutibile di scambio di vibrazioni positive.

Ricordo di una mattina a New York: io e la mia ragazza eravamo appena usciti di casa, ci guardammo negli occhi e mentre camminavamo, ci guardammo e sorridemmo. Quel ricordo così limpido: la sensazione di trovarci lontani da tutti, esplorare, conoscere; era bellissimo ma allo stesso tempo so che non sarebbe stato così straordinario se non lo avessimo condiviso.

Un’altra cosa che si impara dal viaggio in coppia è il coinvolgimento. Quando si ha vent’anni ci si lascia coinvolgere da tutto, poi si cresce, si fanno le esperienze, si impara a conoscersi e ci si lascia coinvolgere sempre meno. Seguire qualcuno in viaggio per fare qualcosa che altrimenti non avresti fatto significa imparare che le porte del coinvolgimento non vanno mai chiuse del tutto. La consapevolezza di conoscersi è fatto assai importante, ma la convinzione di sapere tutto di se stessi è la strada per la vecchiaia.

Fatte queste considerazioni mi chiedo: ma se dal viaggio insieme si può imparare a non invecchiare, si potrebbe imparare, nella vita, non a invecchiare insieme ma a stare insieme per non invecchiare?

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